La testata Radio Popolare viene registrata al Tribunale di Milano la vigilia di Natale del 1975. Nel più ampio contesto del fenomeno delle radio libere che si andava affermando negli stessi anni, Radio Popolare si distingue fin dall’inizio per la sua vocazione ad informare e per la partecipazione attiva degli ascoltatori, protagonisti attraverso il microfono aperto senza filtro, format immagine per RP (acronimo con cui talvolta viene chiamata), dove il conduttore imposta un tema da sviluppare grazie al contributo di esperti e le telefonate del pubblico. Intorno a questo principio si struttura il palinsesto: dieci notiziari al giorno, la rassegna stampa, il microfono aperto al mattino, la rubrica sindacale, la Rubrica giovani che da voce movimento giovanile e studentesco, le notturne in diretta con giochi di autocoscienza.
Tra il 1980 e il 1981 nascono Radio Shabi, settimanale in lingua araba per gli immigrati, L’altro martedì, programma dedicato al mondo gay e lesbico e Radio due tre, trasmissione sui diritti dei carcerati con testi dei detenuti di San Vittore. Nel 1985 gli studenti parlano attraverso la rubrica Aula magna. Nel 1990 sarà la volta del movimento della Pantera con Scuolabrodo. Fecondo anche il rapporto tra l’emittente e il movimento femminista.
Centrale il tema del lavoro, la sua trasformazione, il ruolo dei sindacati e il dramma quotidiano delle morti sul lavoro.
Informazione locale, nazionale e estera, politica, cronaca, approfondimenti, ma anche tanta musica, cultura e intrattenimento. Nel 1982, in occasione dei mondiali di calcio, RP organizza presso i cinema Anteo e Cristallo di Milano proiezioni su grande schermo delle partite trasmettendo per radio le reazioni del pubblico. Di lì a poco nasce Bar Sport, specchio ironico della comunicazione tra tifosi; vi collaborano tre ascoltatori, la futura Gialappa’s Band. Si moltiplicano le iniziative che coinvolgono la comunità degli ascoltatori: nel 1986 ha luogo la prima edizione di Extrafesta, musiche del Sud del mondo; nel 1987 la prima edizione di Bordertrophy, grande caccia al tesoro radiocomandata. La comunità degli ascoltatori si riunisce per anni a Ferragosto (Cortil Party in via Stradella e Olly Party in via Ollearo).
Nel 1990 viene fondata Errepi S.p.A. Il 1° maggio prende il via la campagna di azionariato popolare che ha immediato successo: in sei mesi vengono acquistate oltre diecimila azioni. Negli anni il numero degli azionisti crescerà fino a raggiungere gli attuali 12.000 circa, così come quello di coloro che sottoscrivono un abbonamento alla Radio, oltre 16.000. L’assetto societario e la redazione si consolidano sotto la nuova direzione di Piero Scaramucci dal 1992 al 2002, che promuove la formazione del primo nucleo di Popolare Network, collegando in diretta per i notiziari emittenti locali di Roma, Bologna, Firenze, Verona e Brescia. Quattro i pilastri su cui poggia la fortuna della Radio secondo il direttore: la centralità dell’autonomia politica e culturale, il rapporto con gli ascoltatori sempre foriero di stimoli e di nuove prospettive, la scelta di essere dalla parte dei più deboli, la prospettiva globale: l’attenzione a ciò che accade nel mondo, ma anche il multiculturalismo. Numerosi i premi che vengono conferiti all’emittente negli anni, così come alle sue trasmissioni e ai suoi giornalisti.
Memoria e Progetto, nel biennio 2025-2026 cura un intervento di riordino e inventariazione dell’archivio di Radio Popolare, riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia di interesse storico particolarmente importante.






